Networkers: appunti “emotivi” dal FFR

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Ci vuole tempo per “sedimentare”.
Oggi parlo per emozioni, lasciando da parte idee, strategie, proposte, consigli. Parlo di persone che incontrano persone. Di sguardi e parole. Incontrarsi è sempre scoprire – e scoprire è mettere in moto nuovi flussi di pensieri, è come una diga che si spacca e lascia esplodere in mille direzioni l’acqua che conteneva: non più un deflusso calcolato e previsto, ma percorsi imprevisti e decisamente meno governabili. Questo è stato per me il Festival del Fundraising di Castrocaro: mi sono avvicinata con un mix di timidezza e di aspettative e, appena arrivata, mi sono lasciata “trasportare” dagli eventi: le sessioni, i pranzi, le cene, le chiacchiere, le strette di mano, le foto, le discussioni: stimoli continui e belle facce, facce giovani, vivaci, attente. E’ stato come passare attraverso un mondo in fermento – e allo stesso tempo ho percepito di farne parte.
Quanto è sottovalutato questo universo di persone! Quanto diverso il modo di approcciarsi al proprio lavoro, con un livello di passione e coinvolgimento che mai ho sentito così forti! Quanta innovazione, quanta capacità di mettersi in gioco… e in discussione!
Non tutti, è ovvio, sono “predisposti” o “ben disposti”: ma ho percepito che ormai non si tratta più di un ristretto manipolo di “innovatori”: è in atto una vera e propria rivoluzione che, partendo da questo “manipolo”, si è piano piano diffusa (per ora solo come modo di pensare, ma sono certa che presto il pensare si tradurrà in “fare”) e ha preso piede un po’ ovunque.
Non si tratta più solo di “interesse”, ma di atteggiamento proattivo verso nuovi strumenti, verso nuovi approcci, verso un’integrazione di mezzi e modi di comunicare e di “esserci”.
Mi ha fatto un immenso piacere conoscere molti dei blogger che avevo finora solo “letto” e seguito online: sui rispettivi blog, ma anche su Facebook e via email. Parlo dell’inarrestabile Valerio Melandri (il… caput mundi!), di Jacopo Brian Gazzola (un ottimo conversatore), di Anna Grazia Margapoti (che ha davvero tante idee!), di Alberto Ghione, di Francesco Quistelli, dei notori Paolo Ferrara e Daniele Fusi, del super-stakanovista Francesco Santini. Il “network” attivato online è stato decisivo per ritrovare nel vis-à-vis quella confidenza, quell’interesse, quelle conferme e, perché no, quelle domande che in questi mesi avevamo condiviso. Con alcuni in modo più approfondito, con altri meno. Ma il contatto c’era, si è sentito: a volte lo “scambio” inizia da poche parole, lo sfiorarsi di pensieri che magari partono da principi lontanissimi ma che, magicamente, trovano punti d’incontro dai quali… ripartire. Mi auguro di continuare a confrontarci e sperimentare insieme: mai come in questo caso gli argomenti hanno toccato a tal punto le mie “corde”. Dai prossimi giorni questo blog si trasformerà un pochino nel suo aspetto grafico (non è più un “countdown blog”… ora si va verso il futuro!). Ma la sostanza, poco ma sicuro, la faremo insieme.

Concludo condividendo le impressioni sul Festival dei blogger che si occupano di Fundraising:

Il post di Paolo Ferrara
Il post di Francesco Quistelli
Il post di Francesco Santini
Il post di Ioana Fumagalli
Il post di Alberto Ghione
Il post di Virginia (Oxfam)

Ed ecco una nuvola di tag con le parole chiave comuni a tutti i post sopra citati:
festivaltag

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7 risposte a Networkers: appunti “emotivi” dal FFR

  1. simona scrive:

    cara emma,
    gli appunti emotivi sono un’ottima traccia, nel senso in cui la intendi tu: responsabilità, etica, presenza, emozione, partecipazione, storia. Ma non solo, consentono a chi legge – in questo caso io costituisco un piccolo esempio – di comprendere meglio lo stile della partecipazione e quindi di costruire fiducia. Posso dire: “mi fido di questo stile di presenza e di partecipazione”, “ora so che oltre alla competenza c’è desiderio di scambio, ci sono delle corde che vibrano”.
    E questo mi spinge ad entrare a vedere, a prendere la parola, a stabilire un contatto, ad ascoltare con fiducia, a passare all’azione. Io non c’ero, ma l’emozione è arrivata lo stesso, dalla costruzione di questo spazio, ai contenuti, alle foto, alle presentazioni online, ai link…

    Nell’ambito della metodologia della ricerca si dice che “un’informazione diventa dato solo quando, dopo una serie di passaggi, entra a far parte di una matrice di dati” – con tutto ciò che questo implica, nel caso della metodologia in rete potremmo forse di che “l’informazione diventa non dato ma movimento solo quando si crea un legame di fiducia e reciprocità.
    Si passa quindi dall’era della costruzione del dato all’era della costruzione di movimenti…in altre forme

    E’ molto bello il passaggio in cui descrivi, appunto, di esserti accorta del passaggio dal “manipolo” all’interesse proattivo. Ci sono molti testi sulla diffusione delle innovazioni, ma il concetto che rende di più, a mio avviso, è il concetto di “enacted environment” – ambiente attivato – di weick. Che tipo di multiambiente sia la rete e quali e quante tipologie di attivazioni – modi di esserci – si possono avere è un terreno ancora tutto da esplorare.

    un caro saluto
    simona

  2. Daniele Fusi scrive:

    Ciao Emma, ottimo post che credo ben rappresenti lo spirito dei giorni a Castrocaro! :-)

    P.S. ti segnalo solo una inesattezza… il post che attribuisci a me in realtà è scritto da Ioana Fumagalli… ;-)

  3. emmapostel scrive:

    Simona, il tuo commento mi ha lasciata esterrefatta… e piacevolissimamente emozionata! Tornerò presto sui punti che hai ripreso e “moltiplicato!
    Daniele… hai ragione, è di Ioana! Provvedo a correggere. PS: Spettacolare il saluto youtubiano ;)

  4. […] Fundraising. Ne parlano i blog dei fundraiser (Paolo Ferrara, Francesco Quistelli, Ioana Fumagalli, Emma Ciceri, Alberto Ghione, Virginia […]

  5. […] ritrovo nel racconto di Emma Ciceri: il suo è uno sguardo curioso sul fundraising e mi sono rimaste impresse queste sue parole […]

  6. […] chiusura. Visto però che in tanti (Ioana, Francesco Q, Paolo, Virginia, Alberto, Francesco S., Emma, Natascia, Raffaele e naturalmente Valerio) lo hanno già fatto indicando in pratica tutto quello […]

  7. Jeanette scrive:

    You can certainly see your skills in the article you write.

    The sector hopes for more passionate writers like you who
    aren’t afraid to mention how they believe. At all times follow your heart.

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