Dal mailing al web… con una foto

Come ci insegna l’esperienza, per le campagne mailing tradizionali delle ONP c’è un target ben definito che “recepisce” il messaggio, che risponde, che è più propenso a leggere i contenuti, a donare con continuità o ad associarsi.

Se è vero che il fundraising è l’arte della relazione (e non non della pressione psicologica) e che gli italiani in tempo di crisi cercano trasparenza ma non rinunciano alla solidarietà, come offrire un canale di dialogo e confronto diretto con i potenziali donatori?

Come unire gli strumenti tradizionali (il mailing cartaceo, ad esempio) e quelli più innovativi, per rispondere all’esigenza di ricerca di informazioni aggiornate (anche in tempo reale!) da parte di chi vuole donare? Come coinvolgere un target più ampio, anche giovane (e, perché no, anche le aziende) e mantenere viva la relazione nel tempo?

Le domande sono “enormi”, non esiste una sola risposta: esistono strategie, integrazione di strumenti, sicuramente anche una nuova forma di impegno e condivisione da parte di più realtà nel mondo del no profit (in quest’ultima direzione si sta muovendo l’Assif, che il mese scorso ha lanciato la prima indagine sul Fundraising in Italia).

Oggi fornirò solo un piccolo spunto: inserire un codice QR (wikipedia) in un mailing, invitando il destinatario a visitare il sito/blog attraverso il proprio cellulare.

Riassumo qui i passaggi illustrati nel video (mi scuso per la scarsa qualità!):

  • La lettera imbustata viene aperta: contiene un invito a un evento.
  • A fondo pagina c’è l’invito a seguire gli aggiornamenti in vista dell’evento su un blog: il codice QR del sito in questione è accompagnato da una piccola nota, che spiega come funziona (i telefoni di nuova generazione hanno spesso il software di lettura già integrato, ma esistono siti dedicati che ne consentono il download gratuito per tutti i principali modelli di cellulare)
  • Il destinatario fotografa il codice e il telefonino si collega automaticamente al sito.

Valerio Melandri, in un articolo apparso su Vita anni fa, riguardo all’importanza di coinvolgere i donatori diceva: verba volant, scripta manent, exempla trahunt (le parole volano, gli scritti restano, gli esempi mobilitano). Sarà vero anche per i Fundraiser?

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