Social network analysis: cosa, come, perché?

Di rientro da una lunga serie di viaggi e appuntamenti, voglio segnalare un… fermento in corso, scatenatosi nelle ultime settimane intorno a un argomento che risulta molto interessante anche nell’ambito del non profit: si tratta della Network Analysis (sì, anche Social, ma non solo).
Ieri pomeriggio in Sapienza si è tenuto un workshop dal titolo “Network Analysis: reti sociali, struttura del web e di internet”, con relatori d’eccezione: Giorgio Ausiello, Aris Anagnostopoulos, Luca Becchetti e Stefano Leonardi (DIS – Dipartimento Informatica e Sistemistica, Sapienza), il fisico Guido Caldarelli (INFM e Istituto sistemi Complessi CNR), Lucio Biggiero (Dipartimento Sistemi e Istituzioni per l’Economia, Università dell’Aquila), Stefania Vergati (Sociologia e Comunicazione, Sapienza), Davide Bennato (Università di Catania). Qui potete vedere alcune foto.

Quali i temi affrontati?
1. Aspetti informatici e tecnologici – strumenti per lo studio delle relazioni sociali e nuovi strumenti del/per il web 2.0
2. Aspetti matematici e strutturali – formazione ed evoluzione delle reti sociali e modellistica per analisi e confronto 
3. Aspetti psicologici e sociologici – relazione fra strumenti e comportamenti, sviluppi nell’interazione sociale, influenza dei comportamenti 
4. Approfondimenti di ambiti applicativi specifici: 
– Wikipedia e la sua struttura di relazioni 
– Sistemi organizzativi

E per il mondo Non Profit?
Nell’intervento introduttivo di Leonardi due sono stati i passaggi interessanti: il primo riguarda un esplicito riferimento al Non Profit e alle possibilità date dalla SNA per organizzare in modo più efficace la rete dei volontari, sia sul territorio fisico, sia su quello virtuale; il secondo passaggio, meno specifico ma altrettanto importante, riguarda l’importanza dell’analisi di reti (anche complesse e anche paragonandone diverse fra loro) nel lungo periodo – e di questo ne hanno parlato anche Biggiero e altri. Cioè a dire: studiare le reti già consolidate e il loro sviluppo, verificare la possibilità di ampliarle, monitorarne l’andamento e individuare i “nodi forti” e, perché no, i punti ideali di “diffusione”.

L’applicazione non è difficile da intuire: si parla di reti reali, ma anche virtuali. Si parla di “organizzazione delle organizzazioni”, ma anche di organizzazione di campagne. Si parla, in buona sostanza, di strutturazione e sviluppo dell’engagement, di condivisione co-costruita, di legami utili non soltanto agli obiettivi delle realtà Non Profit (es: donazioni, volontariato, brand awareness etc), ma anche agli stessi utenti “destinatari”, che chiedono di riconoscersi in un luogo (geografico o virtuale che sia) per sentire davvero di farne parte.

 

 

 

Spunti utili:

Siti e blog dei relatori:
Il blog di Davide Bennato 
Il sito di Guido Caldarelli 
La pagina di Stefano Leonardi 

Panoramica completa sulla SNA (link)

Articoli (in inglese):
SNA: come? Spunti per il Non Profit (link)
SNA e organizzazioni Non profit (link
SNA: spunti e strumenti (link
SNA: un bel testo di Wasserman e Faust (link)
SNA e network mapping: applicazioni, esempi (link)

Una risposta a Social network analysis: cosa, come, perché?

  1. Rosita scrive:

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